June 26, 2017

Un parallelo azzardato.

Leggevo questa mattina alcuni commenti su Facebook riguardanti alcuni fenomeni di massa accaduti negli ultimi mesi. Farò un parallelo azzardato tra la morte di Steve Jobs e il fenomeno degli “Indignados” infiltrato dai black blocs (che però esistono già da una decina d’anni, basti pensare al G8 di Genova, e che per ora sono qualche centinaio, contro i qualche milione dei primi, centinaio che basta però a distruggere una parte di centro storico di una qualsiasi capitale europea).

Che c’entra la morte di Steve Jobs? C’entra nel senso che anche li abbiamo assistito a un fenomeno di massa nelle manifestazioni di affetto, solidarietà a livello mondiale. Manifestazioni riportate pare-pare dalla Rete, da siti come facebook, twitter, non solo dai media tradizionali (quindi fenomeno di massa). Così come il fenomeno degli indignados, che si ripercuote sulla “Rete” che è libera per definizione è un fenomeno di massa.

Va beh, che ci azzecca? Ci azzecca perché stamattina un mio amico mi ha fatto notare come per la morte del “padre di Unix” Dennis Ritchie non ci sia stato lo stesso fragore mediatico (ed io aggiungo: e non solo dei media tradizionali ma anche di quelli tradizionalmente liberi come il mondo della Rete).

Io credo che stiamo di fronte a una nuova spaccatura ideologica per la prima volta dalla caduta del Muro di Berlino (quando il comunismo è praticamente scomparso, tranne forse dalla testa di Berlusconi). Oggi è una spaccatura non politica ma di tipo sociale. Una spaccatura che prima era tra occidente sviluppato e terzo mondo sotto sviluppato e che quindi vedevamo alla televisione, ci faceva pena ma tanto quei poveracci erano lontani, e oggi invece è a arrivata fino sotto casa nostra (da quel terzo mondo sottosviluppato che ne ha le scatole piene e che approda a forza nei nostri mari – e vorrei vedere voi in quelle condizioni- ma anche da persone che del mondo occidentale ne sono cittadini a pieno titolo perché qui nati).

Da una parte abbiamo coloro che si sono riusciti a fare una posizione sociale ad oggi, che hanno un lavoro stabile ben pagato che gli permette di avere una casa, fare figli, magari sono costretti ad andarsene all’estero, magari sono stressati vanno dallo psicanalista, ma si possono comprare auto, Ipad, Iphone spendere soldi all’ Apple Store e altri ammennicoli del genere. In somma una classe che potrebbe corrispondere alla piccola e media borghesia degli anni settanta. Dall’altra una grande parte di persone che possono arrivare anche fino ai quarant’anni e che in molti paesi non è riuscita a raggiungere quella libertà sperata e che ancora vive spesso alle spalle dei genitori (quei genitori che negli ani settanta hanno messo i soldi da parte con il boom economico), che devono vivere un po’ arrangiandosi, campando con lavori a contratto, barcamenandosi tra mille difficoltà.

Questo secondo gruppo di persone raccoglie gli embrioni di quelli che potrebbero incrementare il numero degli “Indignados”,  che vorrebbero cambiare il sistema, un sistema in cui non si riconoscono più, un sistema cristallizzato per garantire lo status quo di chi ha raggiunto certi privilegi, e che impedisce la loro libertà (un po’ come gli utenti di Unix, del software libero, libero dalle costrizioni di chi invece il mercato lo ha vinto e cerca di blindarlo). Dall’altro abbiamo i fautori dello “status quo”, spessissimo i “governativi” (coloro che votano sempre per il governo, indipendentemente da quale governo sia) che mi fanno spesso pensare agli utenti del mondo Apple, i vincitori attuali del mercato che tentano di cristallizzare a loro vantaggio. Né gli uni, né gli altri si legittimano a vicenda, si considerano nemici, non c’è possibilità di dialogo. Un po’ come i Comunisti e i Democristiani degli anni di Peppone e Don Camillo.

Naturalmente la differenza di classe è esistita da sempre e sempre esisterà. E’ vano ed ingenuo pensare di poter ridurre il mondo in una sola classe benestante pacifica e contenta (a meno di non rincoglionirla come nel Grande Fratello). Ma quando la maggioranza della popolazione comincia a cristallizzarsi in due sole classi fortemente antagoniste con enormi disparità, ossia quando la(o le) clase(i) media/e comincia a dissolversi nel nulla, questo può causare diversi problemucci.

Non dico che sia un male, la dialettica dei due opposti in democrazie è il sale per la sintesi del cambiamento.

Ma non sarà un cambiamento indolore.  Su questo ne sono abbastanza convinto. Quando finiranno i soldi dei genitori che hanno fatto la fortuna negli anni settanta questi figli di papà probabilmente varcheranno la barricata…

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