May 24, 2017

Melancholia

Melancholia

Science Fiction, 2011
http://en.wikipedia.org/wiki/Melancholia_%282011_film%29

 

 

 

 

 

La sequenza dei primi due minuti iniziali lascia ben sperare. Poi il film entra nella sua prima metà che è incomprensibilmente decontestualizzata.  L’autore ha probabilmente voluto descrivere l’animo depressivo della protaginista, e indubbiamente l’interpretazione della Dunst è notevole, ma in tutta onestà dopo trenta minuti avete il mal di testa (è tutto quasi filmato “a mano”  che vi viene da dare di stomaco) per poi sprofondare in una noia mortale (si narra la storia di un matrimonio di una famiglia alto borghese che cade a pezzi e viene voglia di chiederci “si, ma chissene frega?”). Sarete tentati di alzarvi, andarvene e chiedere i soldi indietro. La prima parte è quindi da dimenticare. Giudizio:  mezza stella per carità cristiana.

Poi inizia la seconda parte più interessante  in cui il regista riesce a trasmettere lo stato di inquetudine e angoscia direttamente dai protagonisti allo spettatore. Verso la fine del film si arriva addirittura a provare un senso di claustrofobia in netto contrasto con l’ariosa atmosfera della foresta svedese e della sontuosa villa di campagna che si erge nel mezzo di un campo da golf da 18 buche.  Gli ultimi dieci minuti sono molto angoscianti, ma va dato il merito all’autore di essere riuscito a trasmettere esattamente quel tipo di impatto emotivo.

E’ il motivo per cui alla fine il giudizio, complessivamente, è “appena” discreto, migliore vivaddio della “catastrofe” del primo tempo, ma senza arrivare a nessuna menzione speciale.

Interessante la scelta della colonna sonora sulle note di Wagner, anche se limitata alla singola “ouverture” del Tristano e Isotta che, riproposta in diversi momenti del film rende le atmosfere alla lunga fastidiosamente ripetitive (forse in maniera voluta) anche se il finale è sontuoso nella sua tragica fatalità.

Dal punto di vista dell “astrofisico” anche se resta un film di fantasia, non manca di un certo interesse scientifico,  e se non altro si capisce immediatamente di non essere di fronte al solito genere catastrofico americano seppur destinato al prevedibile ed inesorabile finale, che per evitare inutili “suspences” il regista propone all’inizio del film anche se lo spettatore dopo il terribile mal di pancia della prima mezzora avrà probabilmente dimenticato!.

In somma il consiglio è di vedervi solo il secondo tempo!

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