December 7, 2019

Volo AF 447, seguito giudiziario

Secondo l’autorità giudiziaria di Parigi la sola compagnia aerea Airfrance è da processare per il crash del volo AF-447 (Rio-Parigi) .

Invece per il costruttore Airbus è stato deciso il “non luogo a procedere”.

https://www.air-journal.fr/2019-07-19-crash-du-rio-paris-le-snpl-ne-comprend-pas-le-parquet-5213859.html)

Secondo quanto riportato da Le Figaro il pubblico ministero “considera che la sola compagnia aerea è da processare, potenzialmente colpevole di imprudenza e negligenza non avendo fornito ai suoi piloti sufficienti informazioni sulla procedura da adottare nel caso di anomalie legate alle sonde pitot che permettono di misurare la velocità dell’apparecchio, per di più dopo una serie di incidenti dello stesso genere nei mesi precedenti […]. Queste negligenze e imprudenze hanno sicuramente un legame con l’incidente nella misura in cui i piloti, insufficientemente informati, hanno manifestato enorme sorpresa appena dopo la disconnessione del pilota automatico e non hanno potuto avere una reazione appropriata” .

http://www.lefigaro.fr/actualite-france/crash-du-rio-paris-le-parquet-demande-un-proces-contre-air-france-20190717

La reazione del sindacato-piloti francese è stata molto dura nei confronti della decisione del tribunale. Uno dei passaggi chiavi della decisione del tribunale è stato il seguente “il procuratore ha rilevato delle mancanze dal punto di vista del costruttore, ma considerando che la documentazione tecnica di Airbus è stata autorizzata dalle autorità di tutela ha deciso il non luogo a procedere (per Airbus N.d.A”)”.

Il Sindacato dei piloti francesi ha ribattuto che ” è come se Boeing venisse completamente scagionata dalla responsabilità degli  ultimi incidenti del 737 MAX (in cui due aerei sono precipitati dopo la perdita di controllo dei piloti a causa dell’intempestiva attivazione di un sistema anti-stallo “trasparente” al pilota, N.d.A), solo perché la FAA aveva certificato l’aereo”.

Già in passato diversi addetti ai lavori del settore aeronautico aveno giudicato che la massima (se non addirittura l’unica) responsabilità dell’incidente era da attribuirsi all’errore umano e in particolare al comportamento dei piloti nelle diverse fasi dell’incidente.

Jean Pierre Otelli nel suo libro “Erreurs de Pilotage 5. Crash Rio-Paris , Altipresse 2011″ è stato ad esempio  inflessibile nei confronti dei piloti che quella notte commisero – a suo modo di vedere – una serie di errori inaccettabili. A partire dalle carenze del briefing effettuato dai tre piloti prima che il comandante andasse a dormire, ad errori di tracciamento della rotta in funzione delle condizioni meteo fino all’errore principale ossia del pilota cadetto ai comandi al momento del disinnesco del pilota automatico che con la cabratura eccessiva (e testardamente continuata) portò l’aereo in stallo, stallo che si protrasse per  i 4 minuti di caduta senza che nessun membro dell’equipaggio (incluso il comandante che sopraggiunto dopo un paio di minuti assistette in maniera passiva) se ne rendesse veramente conto e/o assumesse la corretta manovra di recupero.

Il Sindacato dei piloti francese ha controbattuto che è la stessa Airbus che nei suoi manuali tecnici dell’epoca considerava impossibile uno stallo ad alta quota e che quindi la procedura di recupero di un aereo in stallo in alta quota non era stata inserita nei piani di formazione di Airfrance (almeno per i piloti cadetti perché per il comandante di bordo invece è prensente: si veda il rapporto del BEA a riguardo nei riferimenti di fondo).

Per i dettagli dell’incidente e dei rapporti BEA si veda

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