August 23, 2017

Depressione Italiana

Prendo spunto da un paio di episodi che sono successi ieri

Sto a mensa, a Parigi. Incontro tre italiani di una nota azienda telefonica nostrana che sono distaccati in Francia. Tutti e tre del sud. Discutono animatamente e mi infilo volentieri nel dibattito. Si parla dei mali dell’Italia, dei figli senza lavoro, del paese che e’ stanco e statico. Tutte cose che sappiamo. Solo che i tre, che non sembrano proprio scaricatori di porto con la terza media ma impiegati quadri con un background culturale medio (laurea o simile), riciclano le solite frasi che si sentono dappertutto nei bar : ” il voto di scambio e’ inevitabile al sud…” , ” io ci provo a cambiare ma e’ inutile, l’unica e’ scappare” “e’ tutto un magna magna”…. Stanco di sentire le solite lamentele qualunquiste cerco di dare una sterzata alla discussione utilizzando alcune tecniche di comunicazione paradossale, ponendo delle domande del tipo ” pensate che il paese sia lo stesso di cinquant’anni fa?”. La risposta sempre la stessa : “non cambia niente”. Allora mi sono innervosito : “veramente pensate che la Sicilia e’ la stessa di duecento anni fa”?  Al che il terzo tizio seduto davanti a me, quello che fino ad allora era restato in silenzio, alza la testa dal piatto, e mormora lapidario : “era meglio!”

Incidente ieri a Giuliano Gemma che muore purtroppo  in ospedale per complicazioni dopo un incidente d’auto. Il TG2 fa un memoriale abbastanza classico, il corriere oggi riporta la morte ricordando il personaggio. Il primo commento di un mio amico a Roma e’ stato “E’ morto Gemma. L’ambulanza ci ha messo due ore ad arrivare, la polizia municipale si rimbalza la responsabilità con il 118, e’ tutto uno schifo”. Domanda: chi l’ha detto? Come mai ci hanno messo tanto (se e’ vero) a tirarlo fuori dall’auto?  Ma soprattutto: perché in Italia siamo cosi’ pronti a credere (e a infervorarci) a scandalacci e a cose brutte? Perché’ capitano certo. Ma non capitano MAI cose anche belle per cui vale la pena di dire oprgogliosamente “W L’italia?” O siamo solo orgogliosi del nostro paese quando ci sono ste cazzo di partite di calcio? Io le vieterei per un anno le partite di calcio in televisione! E’ l’anestetico sociale, la droga che rincoglionisce! La cocaina che ci passano per ammorbidire gli spiriti ribelli.

Ma poi,  non sarà’ che su molti giornali non si cerca a bella posta lo scandalo dappertutto anche se non c’e’ per fare notizia?
Incidente a Fiumicino, un aereo atterra senza carrello. Titolo della Repubblica a un video di You Tube “i carrelli degli Airbus sono difettosi”. Non magari “eccezionale prestazione del pilota”. Cambia tutto no? Nel primo caso hai PAURA. Nel secondo caso no e hai SPERANZA. La paura ti fa restare a casa “coi sacchi di sabbia alla finestra” come cantava Lucio Dalla, la Speranza ti fa AGIRE. Chiaro il concetto no?

Ci sono delle cose su cui non si possono usare mezzi toni. Se ottanta poveri cristi muoiono a Lampedusa io chiedo il lutto nazionale, chiudo le scuole per forzare le persone a riflettere su immani catastrofi umanitarie e faccio il titolo a sedici colonne; ma anche li: polemiche da quarta categoria interne: la lega che se la prende col ministro dell’immigrazione. Il Papa che dice “e’ una vergogna” ma nessuno che dica: andiamo a fare un summit in Nordafrica tutti insieme, il prossimo G20 non lo faccio a San Pietroburgo ma lo faccio in Somalia, per capire come risolvere i problemi LAGGIU’ perche’ se quelli muoiono di fame la e’ normale lo farei anch io che scapperei alla disperata: dite che e’ utopistico. Cosa costa proporlo?

E invece ci si arrovella sullo scandaletto interno. Lo scandalo. A me che mi frega di quello che un esponente della Lega ha detto del sottosegretario agli interni. Che mi frega di sentir parlare solo delle dimissioni di Berlusconi per una settimana per poi scoprire che alla fine hanno votato la fiducia. Da una parte dicono “gesto nobile” , dall’altra “hai perso TIE! prrrr”: Ma che stiamo all’asilo Mariuccia? Ma si può bloccare il paese, e il parlamento in dibatti di questo livello che non si osava fare neanche alle autogestioni del primo liceo ? Si puo’ vivere e cibarsi di sacandali? La sera si sta seduti tutti zitti davanti al telegiornale. Rai uno parla degli scandaletti, snocciola le solite notizie ingessate e filtrate, La Sette invece propone un campo di battaglia Mentana ogni sera urla “CLAMOROSO” pure se un esponente politico X si e’ scaccolato in parlamento. E noi li a guardare il telegiornale aspettando la soap. E se la spegnessimo sta cazzo di televisione la sera che e’ l’unico momento in cui la famiglia e’ riunita a tavoila e magari e’ l’occasione per parlare un pochetto?

Lo scandalo gridato alla lunga genera rabbia permanente che poi sedimenta e si trasforma in una cosa ancora peggiore: la depressione. A furia di leggere titoli che parlano solo di presidi arrestati per nepotismo, amministratori arrestati per frode, “pinze nella panza” si rischia di entrare nel loop infernale che il paese e’ veramente marcio fino al midollo e allora molti pensano alle tre alternative

1) Me ne frego, rubo anche io se posso tanto gli altri non sono meglio di me

2) Vorrei far qualcosa ma “il piu’ pulito cia’ la rogna” non mi fido di nessuno: mi deprimo e mi piango addosso (questo e’ lo sport nazionale della maggior parte delle persone)

3) Scappo e vomito sul mio paese

Io non faccio un discorso politico ma sociologico e psicologico. Una persona depressa rende meno. Non ha la forza di uscire di casa, se fuori piove pensa “che palle anche oggi piove non posso andare a giocare a tennis” non vede le alternative strategiche tipo “il tempo ideale per andarsene a vedere un bel film al cinema”. Il depresso non agisce. Soffre terribilmente e masochisticamente sembra necessitare della sua sofferenza. E’ un cane che si morde la coda. La depressione e’ terribile e pericolosa. Una malattia che può’ colpire non solo un singolo ma un intero paese. Si capisce quando si e’ depressi non solo se si perde ogni piacere della vita e si vegeta sul divano (anche un medico legale con la specializzazione in estetica riuscirebbe a capire che trattasi di depressione) ma la depressione (nevrotica) puo’ manifestarsi anche dalla ripetitività’ delle azioni che si fa, dalla mancanza di fiducia negli altri e nell’altro, dalle fobie dalle nevrosi,  dalla PAURA DEL CAMBIAMENTO, dallo stress che ti fa venire voglia di uccidere chi ti taglia la strada perché e’ un delinquente come il 90% di quelli che ci circonda, dalla rabbia esagerata che ci fa svalvolare per un incidente domestico. Sono tutte reazioni smisurate di chi cura la sua depressione con effetti placebo.  Un comico una volta disse che l Italia e’ il paese dove si usano meno antidepressivi perché’ alla fine noi diciamo “sticazzi”. Io non conosco le statistiche, ho letto su internet che in effetti sembra che i paesi dove si consumino piu antidepressivi siano quelli del nord Europa. Conosco molti italiani che si incazzano tutta la settimana dei mali del paese ma poi la domenica dicono “sticazzi” perché’ c’e’ la partita, la braciata, la porchetta e il Lunedì si ritorna a pensar male del nostro paese. Non sarà’ depressione ma questa e’ psicosi nevrotica!

Depressione e nevrosi sono l’antitesi del progresso sociale. Paesi come gli Stati Uniti, il paese degli eccessi, sono quelli dove regnando una certa “ingenuità’ sociale” ma anche un certo spirito di iniziativa,  di voglia del rischio (e una assoluta mancanza di compassione sociale guardate quanto pena Obama per far passare una riforma sociale minima), ma soprattutto di “fiducia nel paese” , il paese del “YES WE CAN” dove alla fine pure se ci si ammazza politicamente il presidente e’ quello di tutti. Andate a vedere al cinema :IL MAGGIORDOMO e capirete cosa intendo (http://www.allocine.fr/video/player_gen_cmedia=19515848&cfilm=188951.html). Tutto questo può sembrare ingenuo, per anni in italia abbiamo schifato e guardato con aria di superiorità’ questa ingenuità americana. Ma in un paese come il nostro giustamente forse bisogna tornare ad essere ingenui come i bambini per avere la forza di fare le cose. Per averne pero’ la PERSEVERANZA bisogna pensare STRATEGICO se no si generano una marea di idee che poi diventano monnezza (di “tuttologi” o ‘visionari” del marketing strategico ce ne abbiamo piene le tasche, uno solo diventa Steve Jobs).

Che futuro possiamo dare ai nostri figli se continuiamo a pensare che e’ veramente tutto uno schifo? Che ci abitiamo a fare in Italia, perché’ non prendiamo tutti uno zatterone come quei poveri cristi che venivano dall’Africa e ce ne andiamo in Norvegia? Perché’ non lo si fa? O si resta e si COMBATTE per cambiare il paese (con i mezzi democratici che la Repubblica ci offre) oppure… oppure stavolta non  mi viene l ‘alternativa scusate.

E infine perché i giornali non strillano con altrettanto vigore le cose buone che i nostri cittadini e il nostro paese produce? L’assessore che ruba va messo in prima pagina. Ma anche l’imprenditore che crea un nuovo lavoro, o magari un progetto nuovo per la scuola va urlato altrettanto no? (O forse non andrebbe urlato più niente perché ne abbiamo abbastanza delle urla). Le cose belle sono sempre sussurrate, quelle brutte urlate. Anche un amore passionale urlato e’ sintomo di un dolore troppo forte. Come se ci fosse un inconscio sadomasochistico piacere a soffrire dei nostri mali. Forse per questo ci si ricorda meglio dell’Inferno di Dante ma non del Paradiso. Ma questa e’ una tattica di comunicazione dei mass media. Loro lo sanno che e’ più appetibile il titolo scandalistico. Ma oggi le informazioni ce le possiamo andare a cercare su diversi media, e, quindi, infine farci un opinione più obiettiva di come stanno le cose.

E magari cominciare a vedere finalmente il bicchiere mezzo pieno che e’ il miglior antidepressivo che esista, salvaguardare la nostra energia non dispersa alla ricerca dello scandaletto del giorno, ma canalizzarla per definire un piano di miglioramento strategico per noi, per il nostro paese , per i nostri figli. Per il nostro futuro.

Comments

  1. Véronique says:

    Molto interessante…

  2. Véronique says:

    Tu mêles beaucoup de choses : actu, sociologie, psychologie… Bon, quelques mots m’ont échappé tout de même. J dois pratiquer mon italien… À Rome, bientôt, peut-être ;)

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