July 22, 2019

Spiritualità, coscienza e i pericoli del dogmatismo

Comments

  1. SONO D’ACCORDO CHE SE QUESTO TESTO L’AVESSE SCRITTO UN TRANVIERE DI GALLARATE FULMINATO SULLA VIA DI DAMASCO DA ESPERIENZE PRE MORTE,NON AVREBBE AVUTO IL SUCCESSO CHE INVECE HA OTTENUTO.IL TESTO E’COMUNQUE SUGGESTIVO PER ALCUNE VISIONI ONIRICHE CHE CI AVVICINANO A UNA REALTÀ ULTRATERRENA CHE TUTTI POPOLI,DA CHE IL MONDO ESISTE,HANNO PERCEPITO IN FORME,MODI E SIMBOLISMI DIVERSI.
    LA COSCIENZA NELL’ ACCEZIONE PIÙ ATTUALE E’ LO SPIRITO PARACLITO (SANTO)CHE OGNI ESSERE UMANO PERCEPISCE NEL PROPRIO INTIMO(COSCIENZA DEL BUONO DEL CATTIVO DEL BENE DEL MALE DEL BELLO DEL BRUTTO ECC.) ED È ASSOLUTAMENTE SOGGETTIVA.
    IL DR.ALEXANDER NON PUÒ PARLARE DI UNA COSCIENZA OGGETTIVA PER DEI FENOMENI CHE NESSUNO PUÒ GIUDICARE E CHE NESSUNO PUÒ ACCETTARE ESSENDO FENOMENI AL DI FUORI DI QUALSIASI ESPERIENZA PERSONALE!
    LA FEDE,LA COSCIENZA E’ PERSONALE E SPIRITUALE,LA REALTÀ E’ MATERIA E NON PUÒ ESSERE CONTRABBANDATA PER SPIRITO E VITA.
    LA SOLA COSA CHE LA LETTURA DI QUESTO LIBRO HA SUSCITATO IN ME E ‘ UNA FORMA DI INVIDIA PER CHI HA VISSUTO TALI ESPERIENZE,AL DI FUORI OVVIAMENTE DELLA MENINGITE,CHE HANNO,SE REALMENTE VISSUTE,SICURAMENTE LASCIATO IN CHI LE HA PROVATE,UN SENSO DI VUOTO COSMICO DI AMORE DI COLORI DI SENSO DI UN DIO CREATORE CHE POCHI DI NOI HANNO SPERIMENTATO.

    • SI in fatti credo che vivere questo tipo di esperienza sarebbe auspicabile per tutti, perche’ dato che la spiritualita’ e’ soggettiva ci possono raccontare tante storie, ma se non viviamo personalmente questi fenomeni difficilmente possono lasciare degli ancoraggi positivi sul nostro animo. Ovviamente non possiamo iniettarci un Escherichia Coli nel liquido cerebrospinale per provare il briviso delle montagne russe del mondo extra terreno. Si resta con un po’ di curiosita’, che e’ sempre una cosa positiva.

  2. Io credo al paradiso (ma non credo a l’inferno). E spero che non sarà mai dimostrata “scientificamente” l’esistenza di Dio !

    • Ciao Lucy, grazie per il commento.
      Non credo tu debba preoccuparti, la dimostrazione scientifica di Dio è una contraddizione in termini. Solamente chi considera la scienza come essa stessa una religione potrebbe tentare un simile paradosso. Mi ricordo un romanzo di Roberto Vacca, “Dio e il Computer” che alla fine pretendeva di fornire la dimostrazione matematica dell’esistenza di Dio; una buona trovata di marketing ma niente di serio (senza togliere al poliziesco che era carino). Cosa che non posso invece dire per quell’obrobrio di romanzo scritto da quel portoghese (la formula di Dio, vedi http://www.matteosan.com/?p=1542) che è un papocchio che fa il verso agli altrettanti papocchi deliranti di Dan Brown.

      Sul fatto di credere nel paradiso ma non nell’inferno è una scelta che implica la non esistenza degli opposti. Con tutte le conseguenze del caso.

      ciao!

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