October 24, 2017

Zuppa di cipolle franco-italiana

Bonjour messieurs dames eccovi qua l’ultimissima ricetta originale che mescola la tradizione franzosa alle belle speranze e ai lontani amarcord italiani.

Trattasi della classicissima zuppa di cipolle, da prepararsi preferibilmente in periodi freddi, il che vuol dire otto mesi l’anno qui a Paris ecco perché i transalpini la apprezzano di più. Per i Romani de Roma la consiglio nelle fredde notti invernali di febbraio quando tira la tramontana. Ideale per i cagionevoli di salute, manosanta contro il raffreddore, meglio di una mezza tonnellata di aspirine e di supradin se abbinata a un forte vino rosso (consiglio un rosso di Montalcino con gradazione non inferiore ai 13°)
Preparazione molto semplice ma sono le varianti che contano.

Ecco l’occorrente per una persona affamata (o per una coppia in cui lei mangia poco): quattro cipolle di media grandezza (prendetele bianche tanto poi colorite col vino). Un cucchiaio di fecola (o farina), cento grammi di parmigiano regiano e cento grammi di pecorino sardo dolce, un dado, un mazzetto di erba cipollina (ciboulette in franzoso, questa, modestamente è una variante mia), pepe , un pizzico di sale, due fette di pane di Lariano ben tostato (se abitate in franzonia un paio di fette di pain de campagne, o un demi-complet che questi il Lariano se lo sognano), tre cucchiai d’olio, e mezzo bicchiere di vino rosso.

Prima di tutto togliete il primo strato della cipiolla. Poi se siete masochisti come a me che vi piace soffrire e farvi il piantarello tagliuzzate le cipolle a dadini e preparate i fazzoletti. Se invece siete delicatucci sciacqate le cipolle (pelate) sott’acqua e quando le tagliuzzerete piangerete di meno.

Mettete tutto su un tagliere insieme all’erba cipollina tagliuzzata

Preparate una casseruola di brodo (l’equivalente di due grandi tazze da té) e quando bolle mettete il fuoco al minimo. In una seconda casseruola più grande della prima mettete la cipolla con l’erba cipollina a soffriggere a fuoco moderato. Dopo cinque minuti aggiungete un cucchiaio di farina di fecola di patate: mischiate molto bene e continuamente con un cucchiaio di legno se no si appiccica tutto. Dopo tre minuti buttate giù mezzo bicchiere di vino rosso. Continuate a mischiare per un paio di minuti e poi versate il brodo dalla casseruola piccola a quella più grande e mettete a cuocere a fuoco basso per dieci minuti. Mescolate ogni tanto, se vi sembra poco salata aggiungete sale e poi un pizzico di pepe a piacere.

Poi prendete una scodellina piccola con il bordo molto alto (non va bene la scodella per la pasta, deve essere una via di mezzo tra una scodella e una tazza) e versateci il pappone caldo. Ci metterete sopra le due fette di pane tostato (io preferisco tagliarle prima) quindi il pecorino e il parmigiano grattuggiati.

Prendete la scodella e mettetela nel forno a microonde in modalità “crisp” o anche solo in modalità “griglia” per tre minuti (il tempo di far fondere il formaggio in superficie).

FONDAMENTALE il bicchiere di vino rosso (il mezzo che è restato lo riempite e ve lo berrete sulla minestra, così salutate il dottore  – e la malinconia dell’inverno che viene -  dalla finestra)

Risultato GA-RAN-TI-TO.

Ciao!

Comments

  1. Ele says:

    BBBONa, bonissima!
    A me piace con sopra la Grouviere Svizzera e ovviamente il vino rosso accompagna! ;-)
    Ti ricordi quando l’abbiamo mangiata a Parigi con te… quanto faceva freddo fuori!

    La metto nel menu di questa settimana…

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