May 24, 2017

Falsi profeti

  Oggi mi è salito il sangue al cervello quando ho letto questo articolo del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/ambiente/12_marzo_16/ninoluca-pecoranera.

Mi sono dato una calmata sono uscito ho fatto una corsa e poi sono tornato a casa. Sono andato sullo store degli e-Book di Apple e mi sono scaricato l’estratto di questo libro e ne ho letto le prime cinquanta pagine. Allora non solo il sangue al cervello è rimontato ma mi hanno anche cominciato a fumare le orecchie e a girare i cosiddetti.

Qui non si tratta di condividere o no un modello di vita più vicino alla natura che tutti vorremmo (chi non vorrebbe poter vivere tranquillo nella natura? Chi non vorrebbe inquinare di meno?).  Il problema è che il predicatore non è credibile. Perché questa persona, come lo scrive nel libro, vive da “squatter” nella casa di papà che l’ha costruita da zero e su cui presumo non ci pagherà nessuna spesa (perché il budget di vita non glielo permette: si vanta di poter vivere con 200 euro al mese). In cui probabilmente non ci paga neanche l ICI (che gli verrà pagata da papà). Il legno lo va a tagliare nella foresta ma se tutti facessero così addio foreste. Poi ci sono una marea di incoerenze. Ci si vuole far credere che oggi è possibile vivere con 200 euro al mese in Italia. Ma fatemi il piacere! Se non si hanno dietro i soldi di mamma e papà col cavolo! Un’altra incongruenza all’italiana (da classico figlio di papà e mammà) è la seguente: “Io vivo nella natura, mi taglio la legna da solo, mi faccio il mio orto e sono autosufficiente. Il poco eccesso che ho lo uso per qualche sfizio tipo la birra e la cioccolata al supermercato, e per muovermi uso la bicicletta”:

Eh? Ma che stiamo nel mondo dei cartoni animati? MA che vivi nell’isolotto di Conan di Myazaky? E se ti senti male? Ci vai nell’ospedale a farti togliere l’appendice? E chi lo paga il servizio pubblico? E se si come contribuisci al bene della comunità, quale è il tuo contributo al progresso sociale moderno (visto che nella modernità ci vivi, a 15 km di distanza, una mezz’ora di pedalate).  E i contributi INPS come li paghi? A settant’anni se ti viene la cataratta o la flebite come campi senza servizio sociale? Vai in chiesa e ti fai ospitare dal curato?O finirai come un barbone sotto un ponte? Ovviamente no, perché ci sarà un parente che ti lascerà qualcosa in eredità senza che te non abbia contribuito per niente al progresso e alo sviluppo sociale della comunità che ti circonda.

Inoltre questo modello “sempliciotto” e “idealizzante” di uno stile di vita di duecento anni fa dimentica che duecento anni fa si moriva a cinquant’anni per una setticemia a causa di una carie che non riuscivano a curarti perché non c’era la penicillina. E la penicillina non l’ha inventata un eremita che squattava lo chalet di famiglia a dieci chilometri dal villaggio,  ma un medico grazie all’unione intellettuale di diverse persone per il bene della collettività e alla cultura accumulata da chi in passato ha deciso di renderla disponibile per le future generazioni.

Il modello culturale e filosofico che qui ci viene proposto è egoista perché non tiene conto dello sviluppo sociale e dei problemi di chi è meno fortunato e non può vivere in questo modo. “Io ho il mio orticello e vivo nella casa di famiglia, consumo poco e non faccio male a nessuno”. E’ utopistico, falso e menzognero. Te sei un parassita chesi tappa gli occhi e che non contribuisci minimamente al benessere della comunità di uomini che ti circonda, e che in ogni modo fa aumentare l’entropìa (il grado di disordine) dell’universo che qualcun altro dopo di te dovrà mettere a posto.

Questo modello di vita per come è descritto nel libro è sbagliato e pericoloso. Si predica la vita da parassita, senza che si contribuisca alla società moderna di cui però si useranno pure i servizi (riciclo dei rifiuti, strade illuminate, e ospedali pubblici) senza minimamente contribuire alla vita civile (dubito che con 200 euro al mese di entrata si possa pagare che ne so l’ ICI e la tassa sull’immondizia. E non mi venissero a raccontare che generano solo rifiuti biodegradabili: se ti compri il computer e l’iphone la scatola di plastica la butti da qualche parte no? E l’elettricità per ricaricarlo da dove la prendi? Quindi i tuoi grammetti di CO2 o il tuo grammetto di plutonio generato nella centrale nucleare francese che alimenta il settore energetico di Udine lo utilizzi no?)

In somma questo è uno dei modelli più pericolosi e gretti che abbia mai visto. Nel passato ho letto libri di santoni che predicavano i rischi del modernismo ma almeno loro coerentemente partivano se ne andavano a mangiare scarafaggi nel bel mezzo dell’australia senza il portatile o il cellulare per scrivere sui blog! Si perché esiste pure un blog! Andate a vedere qui: www.progettopecoranera.it E come te lo paghi il dominio? Il computer per scrivere sul blog dove ce l’hai? Vai in un cyber caffè di Udine?

In somma caro Devis sei proprio una pecora nera, un modello da non insegnare ai nostri figli. Un modello fastidioso, di chi predica bene e razzola male grazie ai vantaggi acquisiti dal lavoro dei genitori, che non contribuisce alla società civile di cui però utilizza in maniera predatoria e sciacallesca i servizi, pagati dalle tasse di chi magari guadagna 1000 euro e non ce la fa ad andarsene ad abitare da solo perché i genitori non hanno i soldi per comprargli una seconda casa e le banche non gli fanno il mutuo senza garanzie e nel migliore dei casi deve lavorare 15 anni all’estero per potersi mettere un gruzzolo da parte e per comprarsi l’agognata casetta

Ma dai… siamo seri!

Comments

  1. marco says:

    Bella Maté, l’articolo ho visto sul corriere ma ho evitato di leggerlo. Sto Robinson Crusoe dei giorni nostri lascia il tempo che trova. Ma i vestiti come li lava? Luce acqua e gas? De che campa?

  2. riccardo bronzini says:

    E’ ridicolo che ci siano persone che la pensano come questo tizio. Questo vive fuori dal mondo, non sa quello che dice ed e’ il classico figlio di papa’.

    Forse il discorso dovrebbe essere un’altro: quante sono gli oggetti o i servizi che al giorno d’oggi ci servono veramente? Quante sono le cose che noi abbiamo solo perche’ le hanno pubblicizzate in modo da convincerci?

    Come essere felici con 200euro e’ una bella cazzata.

    • MatteoSan says:

      concordo. Il concetto di fondo sulla riduzione dei consum è condivisibile. La bella favola che i zappo il mi orto e posso vivere solo grazie a me stesso è appunto una favola. basta un niente per metterti in ginocchio. e allora se nn viv nella società civile sei morto. Nel medioevo si moriva per poco appunto per questi motivi.

  3. Danilo says:

    Inutile dire che condordo in pieno. Tutto questo mi fa venire in mente Simone Perotti, altra faccia tosta che ha scelto di guadagnare meno per vivere meglio, tralasciando il fatto che per 20 anni si è messo in tasca 50 sacchi al mese…
    Ti invito al proposito a leggere il blog di Stefano Di Noi (te lo ricordi, vero???) http://www.rumenta.it, in particolare il post sul Perotti (Fai “cerca per titolo” e visualizza “downshiftin”)

  4. C’è solo una cosa su cui ho dei dubbi in questo post.
    Quando scrivi sull’eventuale appendicite: non son d’accordo sulla possibilità che esso vada al pronto soccorso: non ci arriverà mai… morirà naturalmente di appnedicite come chiunque altro campi a contatto con la natura!!! :)
    Esattamente come quello di wild.
    Fortunatamente esiste la selezione naturale… lui, così, la favorisce! :)

    • MatteoSan says:

      :-) In realtà io non ne faccio un discorso personale, se questo vuole vivere in cima a una montagna mangiando bacarozzi facesse pure. Non gli auguro di estinguersi, mi starebbe pure simpatico se poi non pontificasse e ci scrivesse libri come a dire “guardate io come sono bravo a vivere e voi poveri fessi che siete schiavi del traffico e delle grandi città”. Ma è il concetto che si possa vivere al di fuori della comunità umana che mi lascia senza parole. Lo stesso concetto di eremitismo non ha senso, se gli esseri umani vivono in maniera sociale ci sarà un motivo no? Far credere che si possa vivere con le sole proprie forze zappando la terra è cancellare 6 milioni di anni di evoluzione. Dire che la società moderna consuma troppo, che siamo troppo schiavi della tecnologia che passiamo dieci anni della nostra vita in automobile nel traffico, sono verità sacrosante purtroppo. E’ Vero! Ma credere di poter curare queste degenerazioni della società moderna dicendo “ognuno si costruisca la sua casetta con l ‘orto e ognuno pensi a se stesso” è folle, egoista, ingenuo, semplicista… Capisco che si voglia credere alle favole ma qui rasentiamo il colmo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è che poi ti scopro che la stufa l’ha rubata in una casa vicina, che squatta la casa del padre e che usa cellulare e computer. Ma allora non solo sei ingenuo ma pure un bell’ipocrita che diffonde tra parentesi valori morali sbagliati (quello di vivere da accattoni: la stufa in una casa vecchia, seppur decrepita, non è mica tua, non sei andato a prenderla a una discarica o da un robivecchia. La roba la si paga perché anche una stufa a legna vecchia e abbandonata se brucia legno genera aumento di ENTROPIA)

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