August 23, 2017

1Q84

Murakami Haruky, 1Q84, Nov-2011, Einaudi.(vol 1,2,3)   

Aomame è una giovane ragazza Giapponese che ufficialmente lavora come “personal trainer” in una palestra di Tokio. Come “secondo lavoro” è un killer che elimina su commissione uomini che si sono macchiati di violenze sulle donne e che per diversi motivi sono riusciti a sfuggire alla giustizia “tradizionale”.

Tengo è un giovane ragazzo che come lavoro fa l’insegnante di matematica in una scuola preparatoria di Tokio. Come “secondo lavoro” Tengo è un Ghost writer, riscrive romanzi su commissione del suo editor, e in particolare l’ultimo a cui ha messo le mani, dal titolo “La Crisalide d’Aria”, scritto da una misteriosa ragazza dislessica di diciassette anni di nome Fukaeri è diventato un successo editoriale senza precedenti.

Tengo e Aomame avevano frequentato la stessa scuola elementare in cui avevano sviluppato una fugace amicizia che poi si scoprirà essere un amore quasi simbiotico. Sono come due metà che si sono perse e che si cercano.

Durante uno dei suoi “lavori su commissione” Amomane, dopo essere stata lasciata da un Taxi sulla tangenziale di Tokio e essere scesa da una scala d’emergenza si accorge di trovarsi in una specie di mondo parallelo , un nuovo 1984 (l’anno in cui è ambientato il romanzo). Un mondo quasi perfettamente simile al precedente se non fosse per alcune poche ma macroscopiche differenze (per esempio due Lune nel cielo che possono essere viste solo da Amomane e in seguito da Tengo). O per la presenza di una setta esoterica, il Sakigate, il cui leader è capace di ascoltare delle voci di alcuni esseri  di un altro mondo“i Little People” quando si materializzano si mettono a tessere “crisalidi d’aria” che contengono cloni di esseri umani dotati di speciali poteri paranormali.

Amomane verrà ingaggiata dall’associazione clandestina contro le violenze per le donne per uccidere il leader della Setta, apparentemente reo di aver violentato delle minorenni che venivano usate come “vestali” durante alcuni riti esoterici. Scoprirà presto che è lo stesso leader ad aver voluto che fosse così.

Dopo l’omicidio del leader Amomane vivrà nascosta in un appartamento dove, casualmente vedrà Tengo per strada che contempla le due lune. Decide così di restare in quell’appartamento (casualmente vicino all’abitazione di tengo) per incontrarlo ancora. Alla fine i due riusciranno a trovarsi e insieme percorreranno la scala della tangenziale in senso opposto per scappare dal mondo con le due Lune, che Amomane ha chiamato 1Q84, in cui i Little People li stanno cercando per tornare nel 1984.

Il romanzo è diviso in due volumi per una discutibile scelta editoriale, e francamente ho faticato ad arrivare alla fine. Non aspettatevi di capire chi siano questi Little People, rimarrete delusi. Lo stile di Murakami è semplice, il vocabolario pulito e lineare tanto da far pensare a tratti una sorta di “pulizia etnica” dovuta a una cattiva traduzione tralasciando, chi sa, alcuni modi di dire originali della lingua del Sol Levante. Accanto alle descrizioni deliranti e fantascientifiche di questi “Little People” che escono dai corpi di capre e cani morti per tessere le fila dell’aria e generare Crisalidi con cloni umani, si snocciola la vita quotidiana di Amomane e Tengo descritta con puntigliosa quanto alcune volte fastidiosa precisione come il descrittivismo esasperato degli abiti dei protagonisti, il soffermarsi sui dettagli delle scene, dettagli di una normalissima quotidianità. Anche le avventure sessuali dei protagonisti, giovani, sani e single e quindi con una vita sentimentale viva, anche se desolante, sono descritte in maniera asettica, alcune espressioni come “fare sesso sfrenato” lasciano un po’ interdetti per la banalità della terminologia che fa pensare a un manga scritto per diciassettenni.  Mentre il primo volume ha una trama più dinamica, il secondo è composto quasi esclusivamente da dialoghi interiori che scorrono nell’intervallarsi di tre storie parallele: Amomane che da sola nel suo appartamento rifugio attende Tengo (e scoprendo tra l’altro dopo un po’ di esserne persino in cinta senza aver avuto nessun rapporto diretto). Tengo che assiste il padre malato terminale e che in fine per una serie di casi si avvicinerà ad Amomane, e Ushikawa, una spia mandata dal Sakigate che farà una fine orribile per mano di Tamaru, una sorta guardia del corpo di Amomane, un killer di professione che ha una sua speciale sensibilità, ma che ci lascia un po’ perplessi e fa pensare a un personaggio alquanto artificiale. Queste tre storie sono spesso ripetitive piene di dettagli inutili ai fini della comprensione del racconto (potete fare l esercizio di leggere una pagina si e una no dopo la seconda metà del volume non ne perderete il senso), sono più la storia di tormenti interiori che di altro.

Il finale vedrà Amomane e Tengo ritrovarsi e scappare dal 1Q84 attraverso la scala di servizio da cui il romanzo è iniziato per tornare in un 1984 che però mostra già alcune discrepanze con il mondo originale (chi sa l’idea per un terzo volume, Dio ci scampi)

In breve un Murakami abbastanza vago che lascia molti punti all’interpretazione del lettore in opposizione a certi autori americani che si dannano per la spiegazione deterministica e che, se vogliamo, è forse un po’ la caratteristica di certa letteratura orientale, il che non guasta ma onestamente in questo caso ci pare esagerata . Eppure l’originalità della storia all’inizio lasciava ben sperare. Forse il motivo per cui, anche se indispettito da certe lungaggini o da una trama che ricorda più un manga che un intreccio poliziesco di Agatha Christie, il lettore comunque arriverà fino alla fine.

Comments

  1. Nino says:

    Posso dire che per la prima volta Murakami non mi ha entusiasmato, non c’era l’atmosfera degli altri libri, Norvegian Wood o.. L’uccello che girava le viti del mondo sono ben distanti da 1Q84 che alla fine mi è sembrato stirato oltre il dovuto.

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