August 23, 2017

Processi Mediatici Panem et Circenses, e girare in tondo.

Due mesi fa, nell’ambito di un programma di formazione-lavoro, ho fatto un corso di Programmazione Neurolinguistica (PNL).

La PNL, come molte tecniche di “terapia breve” (che poi non sono altro che una forma di ipnosi indotta) verte a cercare di riprogrammare il nostro modo di funzionamento che spesso a causa soprattutto di alcune brutte esperienze si cristallizza in certe abitudini che ci impediscono di andare avanti nella vita (pessimismo, girare in tondo, difficoltà a concentrarsi, pensare sempre al passato, incapacità di organizzarsi in un mondo così frenetico, rimandare a domani quello che si può fare oggi, ma anche fobìe, o difficoltà del comportamento sociale generale).

La PNL è nata dal frutto di anni di ricerche, compiute da Richard Bandler e John Grinder, orientate a scoprire quali fossero gli elementi comportamentali e linguistici che permettevano a psicoterapeuti di orientamento teorico diverso, come Fritz Perls, Milton Erickson e Virginia Satir, di avere una costanza di risultati positivi talmente rilevante.
I risultati sono stati l’individuazione di una serie di strategie comportamentali e di modelli linguistici specifici e riproducibi

Tengo a precisare che come tutte le tecniche che toccano il comportamento umano esse non sono ad oggi accettate dalla scienza medica ufficiale. Se è per questo bisogna anche ricordarci che neanche la psicanalisi o certi settori della psicologia non sono completamente riconosciute dal mondo scientifico “ufficiale” .   I denigratori di questa tecnica ci vedono sostanzialmente una metodologia capace di “manipolare” i più deboli (come si fa con l’ipnosi). I fautori ci vedono la panacea di ogni male. Come tutte le cose se usata cum grano salis sul proprio sviluppo personale la PNL può fornire certi benefici senza essere assolutamente il rimedio di ogni male.

Un aspetto fondamentale che mi ha colpito di queste discipline psicoterapeutiche che cercano di risolvere i nostri problemi personali ( o di permetterci di interfacciarci con persone che hanno difficoltà comportamentali nella vita: ossia il 90% della popolazione) è la tecnica che in francese chiamano “recadrage” di cui non conosco il corrispettivo italiano e che potremmo definire “reinquadramento della realtà” cercando di coglierne gli aspetti positivi. L’aspetto fondamentale di tutte queste terapie psicologiche è appunto di riuscire a rifocalizzare la nostra energia vitale spesso svuotata dalle angoscie e dalla negatività della vita. Il superamento degli ostacoli, anche piccoli, diventa impresa disperata per il “pessimista” o per chi “vede tutto nero”, ma anche per chi esagera nel senso opposto e come un farfallone ingenuo e ottimista salta di palo in frasca. La PNL è utile quindi per reinquadrarsi personalmente e per vedere la realtà che ci circonda secondo un’ottica più obiettiva, per vedere cioè le cose da un punto di vista diverso che ci potrebbe permettere di sormontare i piccoli ostacoli della vita (che per noi sono grandi: cambiare il lavoro, intraprendere un corso di studi, o semplicemente decidersi a fare quel viaggio che si rimanda da sempre dietro la scusa che si ha troppo da fare).
Facciamo qualche esempio.
Dire “A Parigi sono depresso perché piove sempre” è un’affermazione mal posta, filtrata dalla nostra esperienza personale e che generalizziamo. Rendendo questa affermazione generica la rendiamo assoluta, come se fosse scritta nella Bibbia, e ci pare impossibile cambiarla. Relativizzare e reinquadrare significa porsi delle domande che ci permettono di guardare il problema da un altro punto di vista ad esempio ci si dovrebbe chiedere “è mai capitato che io sia stato depresso col sole?” Se la risposta è si la colpa di una depressione non è la città in cui si vive o il tempo che fa in quella città e così si toglie a Parigi questo primo attributo assoluto di negatività (fermo restando che il tempo di Parigi è peggiore in media di quello di Roma). Questo reinquadramento genera energia positiva. Se uno vi chiede “come si vive a Parigi?” non vi viene in mente la prima risposta classica “una merda! Piove sempre!” ma magari quella più costruttiva “è una città con molte cose da fare, il tempo non è bello come a Roma ma si trova molto più lavoro”.
Un altro esempio è nella vita di tutti i giorni, in cui abbiamo la tendenza a enfatizzare solo le cose negative che ci accadono. Sui trasporti pubblici “il treno e’ SEMPRE in ritardo”. Sempre sempre? Sempre significa tutti i giorni della settimana!
Oppure “i mezzi pubblici sono pieni da scoppiare non ne posso più” : anche li, quando? Nelle ore di punta?  Pieni da scoppiare e allora i pendolari africani che viaggiano sul tetto dei treni?
“C’è sempre sciopero!” Sempre? quanti giorni di sciopero all’anno sono fatti in quel determinato settore, vi siete documentati? E se si ha questa impressione come mai? (in Italia per esempio i trasporti pubblici scioperano spesso, quando lo fanno, il venerdì per mezza giornata. Se uno prende i trasporti solo il venerdì avrà un giudizio falsato).
Anche nei rapporti personali nei giudizi con le altre persone si tende spesso a generalizzare “gli italiani sono tutti rumorosi”, “I parigini sono tutti arroganti”. Personalmente i miei amici Parigini che conosco non sono arroganti, è vero che ho conosciuto alcune persone arroganti a Parigi come a Aix-En-Provence, come alcuni Milanesi arroganti e certi Romani che pensano di sapere tutto loro (i nostri cari e bei “cazzari” nostrani!).
In somma il trucco è “decontestualizzare”, evitare le generalizzazioni, eliminare l’energia negativa dove non serve per poter andare avanti.
Perché se si vive un po’ più serenamente nel luogo, nel tempo e con coloro che ci circondano magari si ha più energia per costruire progetti di vita utili a se stessi e agli altri, che poi è lo scopo del nostro vivere in società.
Ovviamente lo sdegno, la collera, la rabbia sono energie che anch’esse hanno contribuito volenti o nolenti al progresso sociale. Molti cambiamenti sono nati da Rivoluzioni e Guerre sacrosante e inevitabili. Ma a un prezzo da pagare altissimo. Ma molte guerre, molte rivoluzioni, nonostante morti e cambiamenti epocali non è che abbiano poi risolto tutti i problemi. Spesso, troppo forse, si sentono persone che con aria sconfortata dicono “si stava meglio quando si stava peggio”…

Perché questa lunga premessa? Perché mi sono messo ad analizzare dei fatti molto diversi tra di loro che sono stati per mesi sulla bocca di tutti  ma che secondo me sono un chiaro esempio di come oggi si spenda un tempo esagerato a logorarci l’anima di rabbia e collera, che non causano nessun progresso sociale, nessuna rivoluzione ultima, ma che sono fini a se stesse e generano solo altra rabbia e frustrazione.
Qualche filosofo o logico potrebbe obiettare che lo stesso tempo che io sto spendendo a scrivere questo panegirico è una contraddizione. Se non fosse che, giustamente, il mio scopo è reinquadrare i fatti e dimostrare come il “gioco non è valso la candela”. L’energia che abbiamo speso nell’angosciarci, arrabbiarci, scandalizzarci dei punti sottostanti non sta rendendo il mondo migliore.

Di quali casi parlo? Dei seguenti

Il caso DSK. Il caso “Berlusconi”. Il caso del Capitano “Schettino”.

Sono tutti casi di persone che hanno generato una forte emotività negativa nei media e nell’opinione pubblica tanto da essere stati considerati per molti il male assoluto. E, vengo subito alla conclusione, questo non ci ha portato a sentirci meglio, ma solo pieni di rabbia e risentimento.

Dominique de Strauss-Kahn. E’ stato condannato dall’opinione pubblica mondiale dopo un processo mediatico di due giorni. Sembrava di aver stappato il vaso di pandòra. Anche i commentatori più moderati avevano la bava alla bocca. DSK è assorto come simbolo del potere corrotto che crede di poter fare quello che si vuole con i soldi. Si sono spesi fiumi di parole, quasi a senso unico. La gente che incontravo si era fatta un’opinione immediata, senza appello e senza scuse, a neanche ventiquattr’ore dal fattaccio. Nessun reinquadramento, il cattivo ultimo era lui, prigione, gogna mediatica e poi rilascio con mille scuse dopo un mese. Ne abbiamo tratto giovamento? La politica Francese ne ha tratto un vantaggio di dover privarsi di un candidato alternativo alle presidenziali? Il Fondo Monetario Internazionali oggi va meglio senza DSK? Le Banche o “i poteri forti” che si citano in questi casi sono oggi meno forti?

Berlusconi. E’ il catalizzatore dell’odio di metà degli Italiani dal 1994. Ci sono partiti politici come quello di Di Pietro che ci campano grazie all’odio contro Berlusconi. Berlusconi è capace di dire oggi una cosa e domani il suo contrario (l’ultima è la sua uscita sul governo Monti che ha fallito e che ora il Nostro “si aspetta che la gente lo richiami in aiuto”). Le persone non hanno ancora capito che Berlusconi gestisce la politica come un tifoso di calcio che nega anche l’evidenza, ma lo fa giustamente perché sa che gli italiani si comportano come tifosi e che in situazioni di scontro frontale lui ne esce meglio. Queste battute le fa per calcolo, non perché ha un disturbo bipolare della personalità, seppur si ha difficoltà a crederlo. Anche se la squadra del cuore è sull’orlo della serie B il tifoso prenderà in giro i cugini nel Derby pure se loro sono primi in classifica e per farlo non esiterà a distorcere la realtà. Berlusconi è un altro esempio di “leader carismatico” che distorce il campo della realtà. Ma invece che “non curarsi di lui, e lasciar che passi…” moltissimi Media ci ricamano sopra, urlano che è un personaggio incredibile, evidenziano le sue contraddizioni, e molti di noi sono invasi da una sorta di odio incredibile quando lo vediamo e sentiamo quello che dice (smentendo il se stesso del giorno prima) o viceversa di amore incondizionato se sei il tifoso della sua squadra. Tutto al di fuori della realtà. Probabilmente Berlusconi, nella realtà, è solo un gran venditore e un mediocre politico che non lascerà il segno quando se ne andrà. Non è Satana, e tantomeno l’Unto del Signore. Dieci anni di dibattiti televisivi urlati al grido “Berlusconi in galera!” , o “Berlusconi Santo, meno male che ci sei tu!” non sono certo serviti a migliorare il paese. Un governo “sobrio” come quello Monti sta facendo molto di più in poche settimane dei quattro governi di centro sinistra e di centro destra che abbiamo avuto negli ultimi quindici anni (anche ad onor del vero grazie a questo parlamento della Casta che glielo permette, finora.). A Berlusconi fa comodo l’estremismo delle masse, perché la massa dominata da sentimenti estremi non ragiona più. E’ isterica. Provate a guardarvi una serata di Ballarò quando tutti i politici urlano uino contro l’altro. Non cambierete certo opinione, vi sentirete anzi più arrabbiato di prima (e disgustato). Sogni d’oro allora!

Il Capitano Schettino della Costa Crociere.
Dall’inizio della tragedia della Costa Crociere l’odio e l’emozione di tutto il mondo si è catalizzato su questa persona, un comandante che ha commesso una serie di errori culminati, ciliegina sulla torta, nel presunto abbandono della nave con passeggeri a bordo. Tutto quello che sappiamo lo sappiamo dai giornali e da certe telefonate che sono state pubblicate. Schettino è stato già condannato prima del processo, è l’uomo più odiato d’Italia dicono alcuni, i giornalisti di molti dei più importanti telegiornali nazionali di vari paesi (Tg2, La 7, France 2, la CNN, la BBC) hanno perso ogni prudenza professionale e, sapendo di giocare su terreno facile, si sono trasformati in opinionisti e giudici spietati. (Diffido sempre del giornalista, seppur bravo, che se ne esce con la sua opinione personale, lo stesso Mentana ora ci ha preso gusto).
Su Schettino si sono espressi tutti. Il Financial Times, citato da Severgnini sul Corriere, vede il caso Schettino come il simbolo del nostro sgangherato paese, facendo paralleli azzardati tra situazione economica attuale e il naufragio della Concordia (mi verrebbe da dire : ma che ci azzecca?).
Vale la pena citare l’intero passaggio:

“Sorprendentemente – ma solo per chi non conosce bene l’Italia – gli italiani hanno accettato la nuova situazione. Le misure di austerità colpiscono duro, soprattutto le pensioni e la casa, ma non hanno provocato il panico o risposte emotive, come in Grecia. In Italia abbiamo l’opera, non la tragedia. Sappiamo quando la soprano sta per cantare e tutto finisce. O, se vogliamo restare alle metafore d’attualità, sappiamo vedere le rocce sotto la superficie. Ecco perché il comandante della Costa Concordia è tanto poco amato. Non ha visto quello che arrivava; e quando è arrivato, non ha saputo affrontarlo ed è andato via – non una bella figura, per niente. Gli italiani, oggi, sono invece per il capitano Gregorio De Falco che grida al telefono: «Vada a bordo, cazzo!». Perché in fondo è lì che vogliamo stare: a bordo, sicuri in Europa e con l’euro. Forse addirittura senza prima toccare il fondo.”

Tutto molto bello ma a che servono tutti questi voli pindarici per esprimere dei concetti sacrosanti ma che esulano dal caso Schettino? O se vogliamo : siamo sicuri che Schettino sia il simbolo di tutti i mali d’Italia? E’ utile generalizzare e fare questi giochi di parole tra opera e tragedia? E’ utile per far progredire l’Italia? Ci è utile per farci sentire meglio?

Su Facebook poi l’odio e il sarcasmo si sono scatenati, uniti all’inventiva italiana poi sono diventati micidiali. Devo dire che alcune vignette su Schettino mi hanno fatto pure sorridere, ma molto più spesso ho pensato mestamente come ci siano tante persone che sembrano aspettare il momento giusto per scatenare una rabbia accumulata da una lettura acritica dei media di informazione; si sono visti dei commenti che, anche li, generalizzavano, uno sfogo di odio demagogico senza contenuto costruttivo “Schettino abbandona la nave mentre un marinaio cede il posto alla bambina sulla lancia. Anche in questo caso un esempio di manager incompetenti strapagati che non fanno il loro dovere e di povera gente che invece si comporta da eroe”.
Dunque riassumiamo

Schettino = Manager;  Schettino = Incapace. ERGO Tutti i Manager italiani sono incapaci!

Tizio = Marinaio; Tizio = Eroe. ERGO Tutti i poveri disgraziati “Tizio” in Italia sono degli eroi!

Ebbene io credo che bisogna restare con i piedi per terra e relativizzare. Schettino ha commesso un reato penale che come tale verrà giudicato. Nel codice di procedura penale ci sono le attenuanti e le aggravanti, nel caso il giudice rileverà delle aggravanti per la pena Schettino si farà probabilmente anni di prigione a due cifre.
Ma questo risolverà il problema? E poi… C’è veramente un problema del trasporto marittimo in Italia? Tutte le navi di Costa Crociere sono insicure? Se è un eccezione dovuta a una serie di fattori negativi mischiati a un micidiale cocktail di incompetenza, in questo caso che bisogno c’è di generalizzare? C’è un problema di management in Costa Crociere? Se si quale è il ruolo della dirigenza? Secondo me il trasporto marittimo e più in particolare quello di lusso in Italia NON hanno un problema. Anzi funzionano molto bene, visto che da quel che mi ricordo questo è il primo incidente così grave da anni a questa parte.
Secondo me NON tutti i dirigenti e manager in Italia sono incapaci, ladri e messi la per non si sa quale benedizione. Ci sono dirigenti e quadri che ho conosciuto che lavorano sessanta ore a settimana, che dirigono decine di persone con un carico di responsabilità inaudito, che magari prendono un buono stipendio  ma che se lo meritano tutto. E ci sono dirigenti incapaci che si siedono sull’onda del successo, i raccomandati, così come ci sono operai o semplici impiegati che fanno i trucchi per imbrogliare il prossimo o che sono stati loro stessi raccomandati.
Così come NON tutti i politici fanno parte della casta.
Pensare che “è tutto un magna magna”, che in Italia vanno avanti solo i raccomandati, che tutti i dirigenti o tutti i politici fanno parte di una Casta,  fare queste generalizzazioni negative non aiuteranno voi a sentirvi meglio, ma vi caricheranno di un’impotenza distruttiva, chi soffre di depressione penserà spesso al suicidio come un bel rimedio risolutivo, i più ottimisti emigreranno all’estero.
I libri di Travaglio o di Stella e Rizzo dovrebbero proporre un’alternativa e non solo lanciare le accuse. Dovrebbero specificare chi è che sbaglia, e magari portare dei controesempi positivi. Gente come Beppe Grillo che sputa su tutti veleno e odio non serve al progresso del Paese. Da che parte si sta bisogna dirlo, è molto più facile dire “io sto contro tutti!” piuttosto che dire “io sto con quello!”
In somma per fare un’ennesima frase fatta: costruire è molto più difficile che distruggere.

A meno che…

A meno che non si sia in uno stato di decadimento sociale, civile, economico così avanzato e prostrante per cui valga la pena dire radiamo tutto a zero.
Nel caso in cui obiettivamente si possa dire che “la maggioranza” degli italiani non arriva alla fine del mese, “la maggioranza” dei politici e dei dirigenti di aziende sono incapaci e corrotti, “la maggioranza” dei dirigenti pubblici sono raccomandati e/o nullafacenti, “la maggioranza” degli ospedali e delle scuole sono inefficienti e le persone che ci lavorano degli incapaci nel caso migliore, “la maggioranza” degli italiani sono dei truffatori, e cioè se in geneale possiamo dire con una certa sicurezza basandoci su dati ogettivi, misurabili e provabili che   “la maggioranza” delle nostre vite è dominata dai problemi senza alcun beneficio per cui non valga la pena vivere nel nostro paese allora c’è una soluzione :

la Rivoluzione.

Con la R maiuscola.
In Italia come in Francia sento spesso le persone che mi circondano, ma anche molti illustri opinionisti urlare scenari apocalittici. Alla fine la rivoluzione l’hanno fatta in Tunisia o in Egitto e non da noi. Forse arriverà, non dico di no, (e ci saranno dopo i soliti che diranno “si stava meglio quando si stava peggio nella vecchia Repubblica”) e la goccia che farà traboccare il vaso sarà magari una storia tipo quella di Schettino (banale, lasciatemelo dire, spettacolare si, ma banale perché di nuessuna rilevanza nazionale) ; magari (o purtroppo secondo i punti di vista) come in Tunisia la scintilla scatenante è stata quel disgraziato che si è dato fuoco davanti a un ufficio pubblico anche da noi vedremo non solo black blocs ma padri e madri di famiglia, ingegneri, postini, insegnanti, commercianti, medici e infermieri, dirigenti di impresa tutti scendere in piazza coi forconi e distruggere banche, municipi, chiese, scuole…

Ci sono stati episodi di violenza nel passato, a Roma, a Genova , ma la borghesia è restata a casa .
E la rivoluzione la si fa solo se c’è la classe borghese che scende in piazza, e finché si hanno i soldi per andare a farsi due settimane di vacanza o per andarsi a mangiare una pizza con gli amici la sera vuol dire che non si è veramente raggiunto il limite della soportazione. Sento spesso dire da molti amici “ah ma ci stiamo arrivando!” .Vedremo. E vedremo se la tanto auspicata Rivoluzione risolverà il problema. A me, che piace rivangare la Storia, mi vien da dire che tutte le micro o macro rivoluzioni non è che abbiano portato cambiamenti necessariamente migliori per la maggioranza del popolo che le ha fatte o le ha subite. Dopo la Rivoluzione Francese  ci fu il terrificante periodo del “regime del Terrore” quindi è arrivato Napoleone che non era certo un candido democratico illuminato. Non voglio dire che non ci siano stati cambiamenti ma a quale prezzo? La caduta del Re di Persia nel 1978 non ha migliorato la vita del popolo Iraniano (tant’evvero che il regime riesce a mantenersi solo grazie alla “costruzione del nemico”  si veda a tale proposito l’interessante e omonimo saggio di Eco su come la costruzione del nemico serva a contenere l’insoddisfazione popolare).  Ma per restare ai giorni nostri: ci si lamentava della DC e dei Socialisti che rubavano. Del Pentapartito. Negli ultimi 15 anni non è che la politica abbia fatto tanto ed oggi stiamo assistendo al ritorno del Pentapartito camuffato in questo governo di matrice decisamente centrista e democristiana che ciononostante, miracolo, sta facendo molto di più dei governi di un recente passato “con il leader eletto dal popolo”. E lungi da me di cadere nel tranello dello “si stava meglio quando si stava peggio”, vorrei dire che forse bisogna partire dal presupposto che tocca accontentarsi della classe politica che si ha e tentare di farle fare le leggi che siano utili alla maggioranza, siano essi di destra che di sinistra. Riuscire a trovare il buono anche in politici mediocri questo bisognerebbe fare. Machiavelli. Il fine giustifica i mezzi. Riuscire a trovare il lato positivo e, idealmente, cercare di rivoltare la frittata, render il cattivo buono. Se volete – citando Asimov nel finale di Abissi d’Acciaio – ma sospettando che la citazione abbia origini ben più illustri -  “Non c’è nioente di più giusto e desiderabile più che della distruzione del male, la sua trasformazione in bene”.

Lasciatemi citare, invece, l’unico caso in cui si sarebbe dovuto fare di una situazione personale un evento di risonanza nazionale e scatenare un forte dibattito e che invece è passato, aihmé a causa della Telenovela della Concordia, abbastanza in secondo piano .
Parlo del suicidio annunciato di quella coppia di disoccupati di Bari, lui più prossimo alla sessantina, e che aveva perso il lavoro anni prima. Un agente di commercio, anche di una certa cultura a giudicare dall’intervista che ha rilasciato. Con una sua dignità. Un cittadino Italiano come lo siamo noi. Suicidatosi con la moglie perché non riusciva a trovare un lavoro che gli permettesse di avere una vita indipendente in cui poter vivere con la sua consorte (erano stati sistemati in un centro di accoglienza in stanze separate) nel sud d’Italia.

Anche li le informazioni che ho potuto rilevare sono quelle filtrate dai media, e quindi parziali così come lo può essere la mia analisi, ma ho potuto fare qualche riscontro incrociato sui blog al di fuori del circuito di informazione standard.

Con tutta la buona volontà e la PNL che vogliamo, e perché lo sperimento ogni volta che rientro in Italia, il problema dell’assenza di un lavoro decentemente stabile e decentemente retribuito che ci permetta di vivere degnamente la nostra vita è un problema generalizzato del  sud del mondo che ci deprime. Molti amici che conosco sono costretti a vivere lavorando al nero e si campa grazie al salario del secondo componente della coppia, o se non si è in coppia spesso si deve vivere con il genitore fino a tarda età. Molti vanno all’estero. Chi perde il lavoro dopo i cinquant’anni ha una difficoltà enorme a ritrovarlo, e questo è inquietante nel nostro Continente dove l’ età pensionabile si alza ogni anno che passa. I contratti a durata indeterminata sono rarissimi. Le retribuzioni salariali della maggioranza degli italiani sono molto basse rispetto al costo medio della vita. Qualcuno mi dirà che sto generalizzando? Forse, ma ci sono dati Istat, e poi la mia esperienza personale quando visito l’Italia del centro sud e parlo con le persone che incontro.

E’ un problema secondo me più serio dell’incidente della Costa Concordia, che ha fatto 15 morti, tragedia si, ma che non mi aiuterà a vivere meglio anche sapendo che Schettino si prenderà la galera a vita. Ma anche questo problema se vogliamo risolverlo dovrà essere reinquadrato. Non so come, ma questi episodi tristi devono cercare di farci riflettere perché si arriva fino a questo punto. Come è possibile perdere le speranze al punto tale di farla finita perché si perde il lavoro.

In somma: la sostanza è che bisogna reinquadrare gli eventi che i media ci vomitano addosso, lasciandoci scivolare ciò che non ha importanza per il progresso umano e sociale e concentrandosi sui problemi del paese cercando di risolverli giocando o trovando gli aspetti positivi e minimizzandone i negativi. Fare leva sulle energie positive per scavalcare ostacoli insormontabili.
E’ anche il segreto di chi vuol diventare classe dirigente, da chi invece si contenta di restare sugli spalti dell’arena a fare il tifoso e godere di panem et circenses (e a mangiarsi il fegato contro quelli della squadra avversaria).

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