May 24, 2017

La voce dell’esperto, parte 2

J.P. Otelli, Erreurs de Pilotage 4,   Aprile 2010, Ed. Altipresse

E’ un peccato dover constatare come il sensazionalismo di Jean Pierre Otelli sia ancora il leit motiv principale di quelli che altrimenti, scremati da inutili polemiche e forzature nazionaliste, potrebbero essere degli eccellenti libri di approfondimento.

In questo Tomo il nostro affronta due incidenti abbastanza famosi, uno quello in cui rimase vittima il presidente Polacco, e un secondo che coinvolse un aereo della Tuninter sul territorio Italiano; coloro che nell’agosto nero del 2005 seguirono un po’ le cronache si ricorderanno dell ATR72 che fu costretto ad ammarare al largo della costa settentrionale della Sicilia a causa di un errore di sostituzione degli indicatori del carburante che hanno ingannato il pilota, e fatto restare a “secco” l’aereo.

 Nel caso dell’incidente del presidente polacco resta sulla linea classica “trancheant” che di solito usa in questi casi: errore banale di un gruppo di piloti che viene descritto come una banda di dilettanti allo sbaraglio.

Ma nell’incidente della Tuninter Otelli cambia radicalmente stile e si lancia in una vera e propria requisitoria Urbi et Orbi, contro tutto e tutti. Arriva perfino a ritenere responsabile il controllore ATC del radar di Roma che nella storia ha avuto un ruolo marginale. La sua accusa frutto di analisi minuziose non risparmia nessuno: dai piloti, al costruttore,  all’Agenzia Italiana della Sicurezza al Volo che secondo lui ha condotto omertosamente l’inchiesta, fino ad accusare il sistema giudiziario italiano in toto. Dato che il libro non è disponibile per un pubblico italiano mi sono permesso di tradurlo e di renderlo disponibile in questo sito. Per un confronto allego anche il rapporto ufficiale di inchiesta della ANSV che può essere richiesto in questo sito http://www.ansv.it previa registrazione gratuita.

Vi ricorderete (cfr: la voce dell’esperto La voce dell’esperto ) come nel caso dell’incidente AirFrance l’analisi di Otelli era stata spietata e il giudizio inaquivocabile: responsabilità interamente di un ‘equipaggio stanco e/o maldestro. Nel libro relativo all’incidente del volo Rio-Paris Otelli prende in considerazione i fenomeni atmosferici come il congelamento delle sonde ma non per inserirlo nel calderone delle “numerose cause contribuenti”, ma per escluderlo (citiamo, per chi ha la versione francese: Tomo 5, pagina 276 ” [il congelamento delle sonde]… è stato breve. Non può essere la causa del crash“.  Inoltre Otelli come ho già ricordato a proposito del crash Rio-Paris trascura la raccomandazione del BEA relativa all’angolo di incidenza che è un parametro che non è disponibile sul modernissimo glass cockpit del A330. Ovviamente siamo consapevoli che questi fenomeni sono un dettaglio rispetto all’errore dei piloti di non aver capito nonostante i numerosi allarmi di essere in stallo. Ma per amore di cronaca andavano citati, se si ha l’ambizione di fare un lavoro di divulgazione giornalistica serio e non rischiare di essere sospettati nel migliore dei casi di presunzione semplicistica e nel peggiore di ricerca del sensazionalismo a fini di vendite. Abbiamo cercato di chiedere dei chiarimenti all’autore e all’editore (sul loro sito Facebook) riguardo a questo modo singolare di condurre inchieste giornalistiche. Ma nonostante la Francia figuri tra i primi paesi per quanto riguarda tolleranza e libertà di stampa come unica risposta siamo stati banditi dal loro sito Facebook.

Nel racconto dell’incidente dell’ATR72 della Tuninter Otelli si trasforma in un pignolo dottor azzeccagarbugli, innescando una polemica senza fine con la ANSV che inquina la lettura in un crescendo che termina in un vero e proprio “J’Accuse” polemico, urlato, sproporzionato. Niente di quello che dovrebbe essere un resoconto obiettivo che dovrebbe restare prettamente tecnico e non sbilanciarsi in accuse pericolose. Arriverà a prendersela persino con le vittime,  gli stessi passeggeri.

Lasciateci passare il sospetto che questo stile polemico e velenoso sia frutto anche del fatto che la Francia (coproduttore dell’ATR72) ai fini di questa inchiesta non ha ricevuto la collaborazione necessaria dall ANSV che non ha voluto fornire i dialoghi originali delle scatole nere. Per quanto deprecabile questa attitudine possa essere (e ne siamo convinti perché nel quadro della sicurezza aerea niente dovrebbe essere tenuto confidenziale, se esposto obiettivamente e senza polemica sensazionalistica), Otelli secondo noi ha lavorato un bel po’ di perfidia, e forse anche con un pizzico di fantasia, libero anche dalle paure di eventuali azioni legali della Ansv che non essendo un ente francese ha poco potere giurisdizionale oltralpe.

Prevediamo che nonostante la provocazione del libro francese non ci saranno in ogni caso straschi legali in Italia per motivi che potrete capire leggendo  i documenti allegati di seguito.

Buona lettora

ALLEGATI:

  •  Traduzione dell’episodio intitolato “Panne Sèche” di J.P Otelli tratto da “Erreurs de Pilotage” N 4,Ed Altipresse 2010. pp 9-50

    Restare A Secco

 

  • Rapporto Originale ANSV incidente

ANSV relazione ATR 72

 

 

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