August 23, 2017

La voce dell’esperto

Erreurs de Pilotage, 2011 ed. Altipresse. J.P. Otelli

E’ il quinto Tomo di Jean Pier Otelli consacrato agli errori di pilotaggio, ma che alla fine mettiamo in evidenza in questa sede perché si concentra sull’incidente Rio-Parigi accaduto a un aereo di AirFrance il primo giungo del 2009.

Il consiglio che do a coloro che si avvicinano per la prima volta all’analisi di questo incidente è di non cominciare con il libro di Otelli, ma di dare prima una bella spulciata al lungo e meticoloso rapporto del BEA, già ampiamente discusso in questo blog (http://www.matteosan.com/?p=447)

 

Otelli è un professionista dell’aviazione abbastanza conosciuto in Francia dagli addetti ai lavori, ed ha una buona capacità descrittiva, sa misurare la giusta dose di dettagli tecnici e volgarizzare abbastanza il linguaggio in modo che non sia comprensibile solo da degli esperti, e tutto questo è una dote considerevole ma a mio avviso ha due grandi difetti

-         Ha una ceta tendenza al sensazionalismo

-         Mette in evidenza quasi sempre l’errore umano senza spiegarne troppo le cause al contorno (si contraddice alcune volte affermando che un incidente e’ sempre causato da molteplici fattori ma alla fine restate quasi sempre con l’impressione che ai comandi ci sono dei debuttanti allo sbaraglio).

Raramente nelle sue opere troverete delle critiche al costruttore europeo che in Francia ha un poderoso centro di sviluppo a Tolosa detto per inciso. In quest’ultima opera Otelli fa malignamente precedere il resoconto dell’incidente di Rio, da un altro incidente simile (un aereo sull’orlo di uno stallo che è partito in avvitamento). Trattasi dell’incidente che ha portato al crash un Tupolev 154M in un aeroporto della Siberia in Russia dieci anni fa.  Otelli un po’ superbamente fa notare come l’Airbus del volo Rio-Paris, nonostante le sollecitazioni completamente “sballate” del pilota, non sia mai partito in avvitamento, al contrario del suo vetusto compagno russo che definisce “splendidamente arcaico”. Siamo un po’ abituati allo stile schietto e senza paura di Otelli, e ne potremmo anche sorridere, se poi ahimè il risultato non fosse tragicamente lo stesso: la morte di tutti gli occupanti i due velivoli; magari l’Airbus è caduto molto più “elegantemente” del suo scalcinato compagno Russo, il  Tupolev, ma il risultato è stato lo stesso.

Il paragone tra un Tupolev 154M che ha una concezione da anni sessanta, e un Airbus A330 che è di trentanni più giovane, la punta di diamante di una ricerca tecnologica che si è basata su decenni di esperienze e di insegnamenti, compresi errori ed incidenti, puo’ interessare gli esperti di storia dell’aeronautica. L’aeronautica è una delle rare scienze umane ad aver imparato dalla storia. Se solo anche politici, economisti, militari sapessero fare altrettanto! Se oggi questi aerei sono insieme ai Boeing i più usati al mondo nel trasporto passeggeri ci sarà un motivo. Un vecchio Tupolev 154M progettato per atterrare anche sui campi in terra con un carrello di atterraggio che pesa come dieci elefanti è un carroarmato paragonato – rispetto a un Airbus -  a una limousine. Fare una comparazione e’ possibile, certo, ma a che scopo? Sarebbe come chiedere a uno che pensa di un piatto di papate contro un fois gras e champagne. Nessuno si sognerebbe neanche di provare a fare questo azzardato parallelismo. A meno di non voler dimostrare che gli Airbus sono estremamente piu’ avanzati tecnologicamente e piu’ sicuri (ma, scusate, e’ come scoprire l’acqua calda!). Lasciateci sospettare che Otelli usi questo espediente per addolcire un po’ la pillola ai suoi compatrioti, visto che questa tragedia tocca da cicino Airfrance ed Airbus (che restano comunque due compagnie di punta nel panorama aeronautico mondiale, tutte le compagnie hanno sofferto incidenti, e’ normale che possano capitare a un’azienda monumentale come Airfrance-KLM. E’ una legge statistica).

Facendo la tara non posso certo dire che questo libro di Otelli sia disonesto, di parte o tecnicamente sbagliato. Tutt’altro. Leggendolo si acquisiscono interessantissime informazioni tecniche che gli amatori altrimenti non conoscerebbero mai, si comprende meglio come funzionano le procedure di volo, Otelli pazientemente spiega in dettaglio le ultime fasi di volo, e in questo caso specifico la sintesi che fa della trascrizione degli ultimi attimi del volo è fedele al rapporto del BEA. E’ anche comprensibile lo stupore dell’autore di fronte a un pilota come quello che era ai comandi sull’aereo di Airfrance in quella maledetta notte di Giugno, che si intestardisce a cabrare un aereo che è in stallo permanente.
Ciò che per me è criticabile sono le conclusioni di Otelli a senso unico e certe omissioni che fa nel riportare il rapporto BEA.  E ossia:

-         Completa e unica responsabilità dei piloti

-         Completa mancanza di una spiegazione al comportamento del pilota anche se sul rapporto del BEA sono riportate due procedure di AirFrance riguardanti la “IAS dubbia” che potrebbero spiegare in parte il motivo perché il pilota abbia tirato l’aereo in su, invece di picchiare durante uno stallo. In generale Otelli non prende quasi mai in considerazione il fattore psicologico.

-         Non c’è nessun riferimento alle due raccomandazioni del BEA sull’addestramento dei piloti in volo manuale e soprattutto quella riguardante la mancanza sugli Airbus di un indicatore di incidenza che potrebbe aiutare moltissimo i piloti con un aereo in stallo.

In somma, leggendo questo libro di Otelli si ha l’impressione che di fronte a un incidente aereo  l’equipaggio si comporti spesso come una massa di dilettanti allo sbaraglio che non sono a conoscenza neanche dei principi di aerodinamica di base.

Francamente è troppo riduttivo, anche per un libro non addetto ai lavori. E quindi, lasciateci passare la critica che Otelli si sia lasciato un po’ trasportare la mano anche per certe esigenze editoriali.

Trackbacks

  1. [...] singolare di condurre inchieste giornalistiche. Vi ricorderete (cfr: la voce dell’esperto La voce dell’esperto  ) come nel caso dell’incidente AirFrance l’analisi di Otelli era stata spietata e [...]

COMMENTA/COMMENTER

*


*