August 23, 2017

Considerazioni strategiche e tattiche su Starcraft

Dunque visto che ci sono state molte discussioni verbali anche violente sulla versailità, la strategicità e la giocabilità di Starcraft penso che l’unico modo serio di mettere fine a sterili polemiche sia di tirare giù due righe.

Partiamo dal presupposto che Starcraft sia un gioco sia strategico che tattico (e io non sono tanto d’accordo su questo reputandolo, all’80% tattico)

Riporto qui di seguito come definita nello Zanichelli

Strategia: Nei giochi e nello sport, complesso di accorgimenti, iniziative, movimenti impiegati per ottenere la vittoria

Tattica: Tecnica relativa alla disposizione e alla manovra delle varie unità militari sul campo di battaglia (o se riferita allo sport: In determinati sport, serie di accorgimenti volti a determinare una peculiare condotta di gara)

Un altro concetto da chiarire è il significato di “apertura” che riporto di seguito (sempre dal medesimo dizionario). : “serie di mosse che costituiscono la fase iniziale di una partita”.

Per semplificare la Tattica è la meccanicità messa in gioco, è la bravura a usare efficientemente le armi o i mezzi di una gara. La Strategia è il complesso di idee che ti fai prima e che teoricamente è un insieme molto più ampio.

Bene. Consideriamo anche la durata media delle partite di Starcraft che raramente, nell’uno contro uno supera i venti minuti. La fase di apertura possiamo considerarla tra i cinque e gli otto minuti. Questa definizione la estrapolo da quanto indicato qui , http://wiki.teamliquid.net/starcraft2/Portal:Protoss_Strategy, e che in Starcraft è definita come “build order”. Per un Protos difficilmente potremo dire che la fase di apertura si conclusa prima della costruzione del cibernetic core (che i giocatori Protoss fanno quasi sempre).

Durante l’apertura si possono costruire solo unità di base.

Fin qui non ho che detto banalità condivisibili penso dalla maggioranza.

Basandomi sulle statistiche delle partite del nostro torneo, di persone che mediamente giocano a starcraft  nel migliore dei casi una volta al giorno (mediamente: alcune sere non si gioca, altre magari si fanno due partite) mi sento di affermare le seguenti proposizioni che potrete discutere quanto volete, entrando da questo momento nel campo dell’opinione personale

  • L’apertura è una fase quasi esclusivamente meccanica. Da farsi a memoria una volta stabilita la strategia iniziale.
  • Se la costruzione delle unità di base avviene in maniera “efficiente” (che non significa solo, lo ammetto,  “veloce”, ma di cui la rapidità è un fattore preponderante) si acquista un vantaggio che nella maggior parte dei casi si è rivelato decisivo nelle partite che si sono terminate sotto i quindici minuti.
  • I Protos sono una razza  molto “tattica” (avendo molte unità con differenti ablità  attivabili  manualmente che richiedono una forte meccanicità) e che in genere ha interesse a ingaggiare lo scontro abbastanza rapidamente e trae poco vantaggio dal difendersi.
  • I Terrain sono una razza più bilanciata che adotta normalmente aperture in difesa (chiuse).
  • Se i primi attacchi con unità  DI BASE costruite efficacemente ( per il Protos: Zealot, Sentries, Stalker, e Core Mothership e per il terrain: Marine, marauder, Medivac) sono effettuati efficacemente (con gli upgrade esempio il +1 in attacco asap) e rapidamente (anche con eserciti limitati) e differenziati (una percentuale mista tra le tre unità di base) disponendo di  una buona micro che si acquista in allenamento la probabilità di vincere il match è altissima.
  • Per rendere efficaci gli attacchi è necessario un micro management molto spinto ossia saper utilizzare le abilità delle unità di base (o gli upgrade) in maniera rapida e efficace (abilità che ripiede molta più capicità alla rapidità e alla velocità di esecuzione che alla riflessione).

In base alle seguenti definizioni e alle mie personali affermazioni mi sento di dire che una volta che si sia riusciti a raffinare egregiamente una tecnica di apertura efficiente e rapida, e la produzione di SOLE unità di base  e ingaggiare attacchi il più rapidamente possibile in maniera efficiente e rapida le probabilità di vittoria sono estremamente elevate, riducendo quindi le variabili del gioco relative alla produzione di unità più complesse o di strategie più complesse a delle eccezioni.

Al nostro livello queste affermazioni sono vere nel 90% delle partite.

E’ come dire che giocando a scacchi se giochi bene le prime 15 mosse alla fine hai il 90% di probabilità di vincere. Questo negli scacchi non è vero come lo sa molto bene chi ha letto qualche libro e provato a fare qualche partita.

Quindi, per concludere, ritengo che chi riesca a raffinare molto bene queste tecniche si può aggiudicare la maggior parte delle vittorie. Parlo per chi gioca, come il 90% degli umani normali A LIVELLO AMATORIALE.

Quindi, ai livelli raggiungibili da degli amatori come noi , ci si può tranquillamente dimenticare strategie o tecniche complicate diverse da quelle dell’apertura standard (come a dire negli scacchi: concentratevi solo sull’apertura classica 1: e4, e5) e specializzarsi nel micromanagement delle unità di base che si riducono a tre per razza.

In base a queste affermazioni mi sento di dire che, IMHO, questo gioco, alla lunga, ha una versatilità e varietà limitata e può diventare noioso per chi lo gioca come noi a livello dilettantesco.

Nessuno si stancherà mai di giocare a scacchi, ma a Starcraft si. Perché in questo gioco quello che conta (per chi non ha tempo di giocare sedici partite al giorno)  massimamente è l’abilità meccanica e il micromanagement. In questo senso hanno ragione quelli che giocano a specializzarsi ad usare un certo numero limitato di razze e massimo due o forse tre strategie di gioco. Dato che l’obiettivo è vincere bisogna giocare così. Lo ammetto, ma alla lunga, al sottoscritto, scoccia.

Tutto questo è valido per il nostro gioco amatoriale. I campioni che giocano sedici partite al giorno hanno più varianti.

per tornare ai nostri livelli, per quanto mi riguarda alla lunga tutto questo diventa  un gioco “alla Ruzzle” dove una volta che ti sei impratichito con certi meccanismi spesso vinci. E quindi in contraddizione con la definizione di “gioco strategico”.

Ma è la stessa Blizzard implicitamente ad ammetterlo. Se periodicamente esce con delle espansioni e delle nuove razze lo sa lei stessa che il piacere di giocare al gioco , essendo le variabili limitate perdegli amatori, decade progressivamente col tempo.

Gli scacchi, non hanno bisogno di espansione sono un gioco che esiste da secoli e non ti basterà una vita per scoprirne le differenti strategie.

Protetto: Starcraft2 Torneo 2013-2014

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